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all'indirizzo sopraindicato. Metteremo sul web tutte le vostre
richieste, osservazioni, commenti,a discrezione della
direzione
UN PENSIERO PER GAZA
Esprimiamo la nostra piena
solidarietà al popolo palestinese e denunciamo la violenza
bellica e distruttrice dello Stato d’Israele che ha colpito con
ferocia inaudita civili inermi, organizzazioni di soccorso
internazionali e volontari impegnati nell’assistenza, mettendo
in atto l’intento genocida verso la popolazione della striscia
di Gaza.
Questo territorio è ormai
diventato un vero e proprio “lager” nel quale sopravvivono, in
condizioni disperate, un milione e mezzo di persone.
Il popolo palestinese ha il
DIRITTO di vivere su un proprio territorio con una prospettiva
di LIBERTA’, DIGNITA’ e PACE.
Mai come ora bisogna
rompere l’isolamento in cui la comunità internazionale ha
rinchiuso il popolo palestinese. Vogliamo costruire e alimentare
solidarietà con la Palestina suscitando schieramento attivo e
protagonista di quanti vorranno impegnarsi in questo senso.
E’ per questo che, in
quanto creativi, artisti ed intellettuali proponiamo di
costruire una giornata intera di sostegno attivo.
Un vero evento nel quale
musicisti, poeti, pittori, scultori, attori, danzatori e
operatori nel mondo artistico ed intellettuale, mettano al
servizio della solidarietà la propria creatività, intelligenza e
sensibilità sottoforma di perfomances, opere, lavori, testi,
musica, ecc. per arrivare all’ulteriore e concreto obiettivo di
raccogliere fondi da destinarsi alla popolazione della striscia
di Gaza.
ARTE A SINISTRA
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INTERVISTA
ALLO SCRITTORE GIORNALISTA:
Piero
Degli Antoni
Intervista
a cura di Cristina Rota
Mercoledì
pomeriggio ho avuto il piacere di assistere alla presentazione
del libro “Ghiaccio Sottile” di Piero Degli Antoni e di
conoscere di persona l’autore stesso, che ha parlato a me e
ai numerosi presenti della sua ultima opera.
La
trama in breve: sei alpinisti, durante la scalata del monte
Kinsoru, ritrovano il cadavere di uno scalatore, scomparso in
circostanze misteriose anni prima. E' solo un caso che siano
stati proprio loro a rinvenire quel corpo? La domanda sorge
spontanea immediatamente, alla luce dei misteriosi legami che
sembrano intercorrere tra ogni membro del gruppo e il
cadavere.
Un
thriller ritmato, dai risvolti inaspettati, in cui
l’introspezione e la psicologia dei personaggi assumono un
ruolo di rilievo.
Paradigma,
a detta stessa dell’autore, di “Dieci Piccoli Indiani”
della grande Agatha Christie, con la variante che i sei
alpinisti sono bloccati in alta montagna a causa di una
tormenta e hanno sette giorni di tempo per tornare al campo
base, prima che questo venga smantellato.
La
domanda che è sorta spontanea a tutti i presenti,
sottoscritta compresa, è "perché proprio in
montagna?", ma Degli Antoni non ci ha dato nemmeno il
tempo di formularla e ci ha spiegato che è una sua grande
passione, anche se non ha mai scalato, ma soprattutto che
l’idea di ambientare un giallo su una vetta lo stuzzicava da
tempo. Inoltre aveva intenzione di mostrare la vera vita di un
alpinista, che non è un eroe come normalmente si pensa.
Raramente si aiutano tra di loro e gli episodi di eroismo sono
piuttosto rari. Frequentemente si boicottano e cercano di
ostacolarsi in ogni modo.
Rispondendo
ad una mia domanda, ci ha parlato poi della grandissima
attenzione con cui ha disegnato i risvolti psicologici dei
personaggi, caricati di maggiore importanza per lo spazio
angusto in cui è ambientato il romanzo: la tenda in cui sono
rifugiati i sei alpinisti a causa della sopraccitata tormenta
di neve.
Ho
trovato la presentazione interessante e stimolante, tanto che
immediatamente sono corsa a comprare il suo libro; l’autore
è stato affabile e disponibile a fugare ogni nostro dubbio ed
a rispondere ad ogni domanda che gli veniva posta con
chiarezza e simpatia.
a proposito di DON ANDREA GALLO
testo inviato da GIUSEPPE MIGLIORINI
Il “CAFFE’ LETTERARIO” ,
importante realtà culturale e ricreativa della nostra città, era presente, con un suo spazio,
alla Festa Provinciale dell’Unità dello scorso anno.
Per tutta la durata della Festa, ha organizzato dibattiti, incontri musicali, presentazione di libri anche con la presenza degli stessi autori.
Ma il colpo più grosso è stato l’aver organizzato, giovedì 21 Luglio, un incontro di altissimo livello, nientemeno che con Don Andrea Gallo.
Chi non conosce questa figura carismatica? Il prete partigiano, il prete rosso, il prete di strada, il prete no-global, il prete scomodo, il prete che segue alla lettera gli insegnamenti di Gesù, cioè di colui che lottò non per una religione ma per portare un concreto aiuto ai più diseredati.
Don Gallo è il fondatore della Comunità di San Benedetto al porto di Genova; Comunità che accoglie tossicodipendenti e tutte quelle persone in difficoltà, cadute in disgrazia e alle quali la società “per bene” ha voltato le spalle: ex prostitute, ex ladri, uomini e donne in transito da un sesso all’altro, ecc….
Parte subito all’attacco, Don Gallo: non ha peli sulla lingua nell’affermare che la nostra struttura ecclesiale non è altro che una monarchia assoluta e medievale ed esclusivamente per maschi; è chiaro già da subito che, all’interno di tale struttura, la sua è senz’altro una lotta senza tregua.
Spara bordate contro la teoria dell’assolutismo (sostenuta da sempre dalla Chiesa), portando in auge il pensiero del relativismo, come conquista della libertà e del pensiero; significativa è la sua espressione: “Dio ci ha dato l’intelligenza per poter ragionare”.
Condanna, senza mezzi termini, l’invito pressante che la Chiesa, adducendo sterili motivazioni, ha rivolto ai “fedeli” affinché non partecipassero al voto sul referendum relativo alla procreazione assistita.
Sappiamo tutti che da questa “manipolazione mentale” ecclesiale e politica, è venuta a mancare la percentuale necessaria per la validità del referendum, con una sconfitta bruciante per la democrazia e specialmente per le donne; infatti la Chiesa ed anche certi politici hanno lodato la “grande intelligenza” di coloro che hanno fatto fallire il referendum.
Condanna ovviamente l’inquisizione che la Chiesa ha perpetrato nei tempi trascorsi, facendo leva sull’ignoranza e sulle paure del popolo, e condanna pure il modo in cui la Chiesa attuale, unitamente a certi politici, prosegue sulla strada di costruire più muri divisori che ponti per unire.
La fede deve essere spiegata e non diventare assolutista e nemmeno fondamentalista, come purtroppo sta accadendo in molte situazioni.
Parla quindi di matrimonio e di procreazione, condannando nello stesso tempo la repressione del piacere nell’autoerotismo (da sempre visto come peccato), perché la natura ci ha dato l’istinto che non possiamo soffocare.
Il matrimonio non deve essere considerato per forza il fine della procreazione, ma come l’unione di due persone che, con coscienza, decidono se e quando mettere al mondo dei figli.
Condanna questo sfacciato neo-liberismo che, facendosi sempre più strada, porta tranquillamente all’espressione più bieca dell’egoismo; tutti saranno più soli e la forza dell’unione dei lavoratori verrà gradualmente demolita: infatti molti disoccupati si trovano quotidianamente ad avere a che fare con quella schifezza chiamata “lavoro interinale”.
In qualità di cittadino italiano, richiama con forza i primi dodici articoli della Costituzione, che scaturì dagli accordi della Costituente composta da tutti quei partiti che combatterono per la libertà.
In questi articoli Don Gallo non esita a vedere l’espressione degli insegnamenti di Gesù: libertà, parità, uguaglianza, ripudio della guerra, lavoro, dignità, solidarietà; quindi la condanna di qualsiasi forma di violenza verso il prossimo.
Non mancano frecciate allo schieramento politico di centro-sinistra ed ai sindacati, accusati ambedue di troppo immobilismo, di troppo appiattimento, di troppi litigi.
Il centro-destra è colpevole di perseguire scopi troppo personalistici, di demolire la sicurezza, di demolire la solidarietà sociale.
Casa delle Libertà: bellissimo termine “liberta”!; evoca la Rivoluzione Francese: libertè, egalitè, fraternitè. Termini ormai in disuso, specialmente per la Casa delle Libertà.
Evoca la triste vicenda dell’uccisione di Carlo Giuliani a Genova, in occasione della manifestazione contro i potenti del mondo, cioè l’accozzaglia del G8, difendendo a spada tratta i no-global, richiamando ancora una volta le parole di Gesù: beati coloro che hanno fame e sete di giustizia. E i no-global, e non solo loro, hanno fame e sete di giustizia, di vera giustizia!
Al termine del suo intervento, il tendone, sotto cui si è svolto l’incontro, è stato scosso letteralmente da un applauso scrosciante e interminabile da parte di tutte le persone presenti e vi assicuro che erano molte, ma veramente molte, da fare impallidire qualsiasi personalità politica e non politica.
Consiglio vivamente di leggere il libro scritto da Don Andrea Gallo: ANGELICAMENTE ANARCHICO; tra quelle righe vi si trova il suo pensiero veramente diverso, la sua voglia di una vera giustizia, la sua volontà di combattere, di andare controcorrente, sempre dall’interno della Chiesa, pur di mettere in pratica gli insegnamenti di Gesù.
GIUSEPPE MIGLIORINI-GENNAIO 2006
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