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FAUSTO.A (Consulente Informatico)
IL MICROPROCESSORE
E' il cuore attorno al quale ruota la vita del moderno "Homo tecnologicus". La scoperta indispensabile per far viaggiare la voce in ogni angolo del mondo grazie a telefonini sempre più piccoli. Per impegnare i giovani in avvincenti sfide contro mostri ipergalattici, tanto articolati e ben realizzati da sembrare veri. E i continui progressi della sua tecnologia sono anche la causa per cui ogni due anni (nel migliore dei casi) i suddetti giovani vorranno un computer sempre più veloce. E' il microprocessore, la più grande conquista del XX secolo, a detta di molti la porta spalancata sul XXI. In ogni momento sono circa quindici miliardi i microchip (è così che vengono chiamati) in uso nel mondo, l'equivalente di due computer molto potenti per ogni uomo, donna e bambino del pianeta. E questo è solo il numero di "contenitori". All'interno di ogni singolo chip infatti, sono contenuti milioni e milioni di transistor (gli "interruttori elettronici" che consentono al chip di svolgere le sue funzioni). Secondo una stima di Intel, la società americana che nel 1971 ha realizzato il primo microprocessore della storia, il numero totale dei transistor contenuti nei microchip prodotti in un anno è pari a quello delle gocce di pioggia cadute su una nazione più grande dell'Italia nello stesso periodo. Senza questi minuscoli oggetti non sarebbe possibile effettuare tantissime operazioni, lavori, mansioni, compiti ormai indispensabili nella vita di ogni giorno. E non ci si riferisce solo agli oggetti che rendono più confortevole la vita. Le reti di comunicazione, i trasporti aerei e su rotaia, l'illuminazione pubblica, e ancora il funzionamento di pacemaker, respiratori artificiali e incubatrici, tutto dipende dagli intricati circuiti incisi su una minuscola lastra di silicio, una scheggia più piccola di un'unghia e più leggera di un francobollo.
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