Il Caffè Letterario

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Essere Laici a Bergamo

PREMESSA

Binomio difficile: visibilità e ”malattia”, Trinomio difficilissimo donna, visibilità e malattia.

Addette alla cura da secoli sappiamo “farci prendere in cura” ? Invisibili ancora troppo spesso nelle nostre esigenze, bisogni e desideri … riusciamo a farli emergere, a pretenderne il rispetto?

E cosa accade quando si accosta una malattia a una donna lesbica?

Si riesce a non far derivare l’una dall’altra le due parole o ancora oggi tutto si trasforma in “isteria” , in “punizione” ?

E come si è visibili quando tutti questi elementi si intrecciano?

In occasione della giornata contro la violenza alle donne (25 novembre) e della giornata mondiale della salute mentale (5 dicembre) lanciamo questo tema scottante, convinte come sempre che la scrittura è un arte creativa ma anche rigenerativa e liberatoria …

è un moto dell’anima che ci fa riflettere e fa riflettere, è il terreno in cui possiamo tracciare idee, ricordi, passioni e riflessioni…


 

TEMA del II Concorso di poesia indetto da ArcilesbicaxxBergamo


 

Ai confini del mondo: tra “malattia” e visibilità … c’è posto per il sorriso?
Le autrici si possono liberamente ispirare al titolo


 

SEZIONI

Poesia e racconto breve

 

POESIA:
ogni concorrente può inviare fino ad un massimo di 3 componimenti inediti, in 4 copie di cui una sola dovrà riportare nome, cognome, indirizzo, recapito telefonico ed eventuale e-mail dell'autrice. Dovrà inoltre riportare il nome del concorso e la sezione.
E' gradito il CD-ROM.

SEZIONE RACCONTO BREVE, NOVELLA O FAVOLA:
Ogni concorrente può inviare un racconto inedito che non superi le 5 cartelle dattiloscritte (1 cartella = 30 righe di 60 battute)
Il documento dovrà essere inviato in 4 copie di cui una sola dovrà riportare nome, cognome, indirizzo, recapito telefonico ed eventuale e-mail dell'autrice. Dovrà inoltre riportare il nome del concorso e la sezione. E' gradito il CD-ROM.


 

GIURIA

Gabriella Gianfelici (scrittrice, Presidente della giuria)

Maria Paola Langerano (scrittrice)

Paola Marconi (scrittrice)

Patrizia Bani (Caffè Letterario Bergamo)

Giulia Lorenzi (insegnante, presidente Arcilesbicaxxbergamo)


 

SCADENZE

Gli elaborati dovranno pervenire presso Il Caffè Letterario in via San Bernardino 53 a Bergamo ENTRO E NON OLTRE il 21 SETTEMBRE 2009 (farà fede il timbro postale).

La premiazione avrà luogo SABATO 21 NOVEMBRE alle ore 18 presso Il Caffè Letterario


 

ISCRIZIONE

Quota di contributo di segreteria: euro 15 dall'Italia - euro 20 dall'estero
per ogni singola sezione da versare tramite bonifico bancario su c.c nr. 160144 presso la filiale di Torre Boldone Banca della Bergamasca - Credito Cooperativo:

IBAN: IT 86 E 08940 53620 000000160144
intestato ad ArcilesbicaxxBergamo, Servizio Tesoreria
Causale: partecipazione al II concorso di poesia e narrativa

Copia della ricevuta dovrà essere inoltrata unitamente agli elaborati.


AUTORIZZAZIONE

Ogni concorrente dovrà allegare agli elaborati la seguente dichiarazione firmata:

dichiaro che le opere presentate a questo concorso sono opere di mia creazione personale, inedite, non premiate o segnalate in altri concorsi. Sono consapevole che false attestazioni configurano un illecito perseguibile a norma di legge. E autorizzo la pubblicazione delle opere all’interno dell’antologia”


 

INFORMATIVA

Ogni concorrente dovrà allegare agli elaborati la seguente dichiarazione firmata:

autorizzo al trattamento dei dati personali ai sensi della L. 675/96 e successive modifiche”.

Il trattamento dei dati, di cui garantiamo la massima riservatezza, è effettuato esclusivamente ai fini inerenti al concorso cui si partecipa e all’associazione culturale arcilesbicaxxbergamo. I dati pertanto non verrano comunicati o diffusi a terzi se non per i motivi suddetti. Per ulteriori informazioni è possibile scrivere a infoårcilesbicaxxbergamo.org.


 

PARTECIPANTI

Al concorso sono ammesse soltanto donne, sia italiane che straniere


 

PREMI

Le prime tre classificate verranno premiate con buoni libro ed opere artistiche, mentre le finaliste verranno ammesse all'Antologia a cura dell'associazione Arcilesbica XX Bergamo. La Giuria sceglierà 10 finaliste per la sezione poesia e 6 finaliste per la sezione narrativa


 

CLICCA QUI PER SCARICARE I VOLANTINI IN FORMATO PDF! / / fronte / / retro / /

Per informazioni scrivere a info@arcilesbicaxxbergamo.org o telefonare al numero 348 5105193


Prima della morte di Eluana Englaro avevo inviato questa lettera a L'Eco di Bergamo che ha pubblicato decine di lettere ma non questa.
Credo che i fatti i principi e le osservazioni conservino la loro validità.
Luciano Ongaro

Egregio Direttore,

nelle discussioni di questi giorni mia moglie e compagna mi dice che lei non staccherebbe mai la "spina" che tiene in vita un suo figlio, anche se in una vita solo vegetativa come quella di Eluana Englaro.
Io penso che lo farei, se non vi fosse più speranza. Sono scelte che affondano le radici nel più profondo della nostra umanità e dei nostri sentimenti, egualmente moralmente legittime.
Quello che è in discussione è se abbiamo o no il diritto di farlo o di non farlo, se lo Stato debba o non debba riconoscere questo diritto, quando la persona che deve vivere o morire non può e non potrà mai più esprimere la sua volontà.
A chi spetta questo diritto?
Allo Stato?
Alla Chiesa?
O a coloro che quella vita hanno generato e che a quella vita hanno dedicato la propria?
Io credo che questo diritto debba essere riconosciuto ai genitori di Eluana, come ha fatto la Suprema Corte di Cassazione.
Credo che la decisione della famiglia di Eluana sia un atto di amore e non certo di opportunismo, come tanta stampa insinua velenosamente.
Si trattasse di opportunismo, cosa di più comodo che lasciarla affidata a chi vuole continuare a tenere in vita quel corpo senza vita, per sempre, in nome di principi che nulla hanno a che vedere davvero con la vita di Eluana.
I principi coprono spesso profonde ipocrisie.
La Chiesa cattolica afferma che noi non possiamo disporre della vita e della morte degli altri e neppure della nostra, perché solo dio è padrone della vita e della morte.
Quante guerre e quante morti sono state benedette in nome di questo principio, quante morti sono state inflitte nel nome di dio.
Quali crudeltà in nome dei principi,  che vengono spesso applicati solo quando fa comodo.
La medicina e la scienza dicono che il povero corpo di Eluana non potrà più tornare alla vita cosciente: il suo cervello si è atrofizzato e ridotto alla metà del suo peso.
In termini tecnici credo che equivalga a dire che il suo encefalogramma è piatto è irreversibile.
In quel corpo non c'è e non ci potrà più essere una vita, la vita di una persona, e non semplicemente di un corpo.  
Però, nella battaglia aperta dal cattolicesimo oltranzista, si dice che Eluana è viva e che bisogna "avere il coraggio di salvare una vita".
Qualche anno fa la legge che regola la donazione di organi, se non sbaglio, ha definito l'encefalogramma piatto come assenza di vita e condizione per poter procedere all' espianto di organi anche a cuore ancora pulsante, così che siano più "vitali" , con la conseguente morte totale del corpo.
Non mi risulta che si sia fatto scandalo da parte della Chiesa su quella definizione di morte clinica.
Perchè lo si fa adesso?
Forse perchè il povero corpo di Eluana non può servire nemmeno a questo?
E allora lo si vuole "tenere in vita" solo come simbolo, come feticcio di principi astratti solo opportunistici.  
O forse dietro c'è la suggestione antica del "miracolo" del ritorno alla vita di Eluana.  
Ma questi miracoli non ci sono, nemmeno a Lourdes, dove non mi risulta che sia mai rinato un cervello che non c'è più o ricresciuto un  braccio o una gamba amputati. Il miracolo del buon dio, se c'è, è quello di avere creato un corpo umano che vive secondo certi meccanismi biologici che se vengono meno generano la morte. Il corpo di Eluana, lasciato a sè, morirebbe naturalmente.
Non c'è più nemmeno la speranza che per diciassette anni ha sorretto la famiglia Englaro.
E allora, In nome di dio, in cui credete, lasciate che Eluana muoia in pace, come vuole la natura del nostro corpo.
Il tenerla in vita artificialmente e senza vita risponde solo al vostro orgoglio e alla vostra superbia e non al vostro amore o al rispetto per la vita.
Una parola sul Presidente del Consiglio: a  Berlusconi, nel suo cinismo, non credo interessi molto la vita o la morte della povera Eluana:  non mi sembra il tipo. Sta solo facendo un piacere alla Chiesa Cattolica e coglie insieme la palla al balzo  per un altro attentato istituzionale che lede l'autonomia della Magistratura nel suo più alto grado, la Corte di Cassazione: un decreto legge del Governo che cancella la sentenza definitiva e ne impedisce la esecuzione. Significa cancellare la divisione dei poteri dello stato, subordinare sia il Potere Legislativo che il Potere Giudiziario al Governo. Siamo all'anticamera istituzionale del fascismo.
La Chiesa Cattolica lo vuole seguire, come ha già fatto una volta nella storia del nostro paese?
 

Luciano Ongaro